Complicato intrigo internazionale alla Frankenheimer che, operando una sorta di aggiornamento contemporaneo, si aggancia al potere attuale dei grandi istituti di credito. Si immagina infatti che Louis Salinger (Clive Owen), brillante ed esperto agente dell'Interpol, si sia messo sulla pista di un traffico illecito di armi, retribuito dalla "IBBC", una multinazionale bancaria. L'istituto infatti, stando alle ultime informazioni, sta trattando l'acquisto di una consistente partita di armi ultramoderne in grado di sconvolgere la stabilità di un piccolo paese mediorientale. Ma tutte le pedine assoldate dalla più potente banca mondiale ci rimettono le penne. E' proprio la morte assurda di un collaboratore pentito a spingere l'agente Salinger, assistito da Eleanor Whitman (Naomi Watts), che proviene dagli uffici del procuratore distrettuale di New York, a far luce quanto prima sui misfatti di questa nuova piovra dai mille tentacoli. Sballottato fra Berlino, Milano e Instabul, l'agente Salinger, farà delle scoperte allucinanti mettendo a nudo il diabolico complotto internazionale che coinvolge, fra l'altro, il leader di un partito politico italiano con molti scheletri nell'armadio. Non sarà facile, inoltre, sfuggire alla determinazione dei sicari retribuiti dai vertici aziendali della IBBC per evitare che lo scandalo diventi di dominio pubblico. Con audacia, fortuna e un pizzico di opportuna temerarietà Salinger riuscirà ad arginare il prosperare della nuova industria del terrore.
Incisivo, frenetico e godibile "The international" trova il suo punto di forza nel dinamismo con cui l'esperto Tom Tykwer (regista di "Lola corre") riesce a raccontare una comune vicenda di spionaggio moderno, vivacizzando al massimo l'uso della macchina da presa. Il film oltre alla trama intricata propone delle straordinarie intuizioni registiche; uso e abuso di dolly, steady e diavolerie varie che assurgono a valori trascendentali nella memorabile lunga sequenza della sparatoria all'interno del museo d'arte Guggenheim: dieci interminabili minuti che equivalgono ad una fondamentale lezione di cinema. Il resto è comunque normale amministrazione: un lavoro che non si discosta poi molto dall'ambientazione classica della serie "007" o "Bourne", ma con l'innegabile merito di pescare nel torbido dell'attuale delicato momento storico. Affiatato e meritevole il cast internazionale: ritroviamo il grande Armin Mueller-Stahl dei panni di una carogna, membro dei servizi segreti della "Stasi", che si è svenduto alla causa capitalistica. Una maschera, più che un attore, che ci riporta alla mente il Laurence Olivier de "Il maratoneta". L'italiano Luca Barbareschi è l'imprenditore traffichino crivellato in piazza Duca d'Aosta a Milano durante un comizio politico.
UCI Cinemas, Molfetta - 24 Marzo 2009 |