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21.04.2012

13° FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LECCE - I PREMI E LE MOTIVAZIONI

Si è conclusa a Lecce la tredicesima edizione, quest'anno particolarmente ricca e significativa, del festival del cinema europeo. Fra gli ospiti internazionali: Terry Gilliam (che ha presentato il corto "Wholly family") e Emir Kusturica (testimone di un bellissimo libro fotografico sul suo cinema, celebrato con una retrospettiva) hanno registrato una calorosa accoglienza di stampa e pubblico. Quest'anno il programma del festival prevedeva anche tributi a Ken Russell e Sergio Castellitto, al quale è stato dedicato il libro curato da Enrico Magrelli "Sergio Castellitto, senza arte ne parte" (ediz.Rubettino).

31.07.2011 - 18.08.2011

Sinfonie di Cinema 2011 – LA COMMEDIA NEL CINEMA ITALIANO

Anche quest’anno torna a Montefiore dell’Aso (AP) la magica atmosfera del festival “Sinfonie di cinema”.

ILLUSIONISTA (L')

Regia: Sylvain Chomet

Interpreti:

Durata: 80'

Nazionalità: Francia 2010

Genere: animazione

Stagione: 2010-2011

Capita spesso di imbattersi nel film della propria vita o nel capolavoro inatteso che va ad aggiungersi alla lista dei primi dieci titoli intoccabili. E' un miracolo che ti porta ad accarezzare la poltrona di velluto che ti ha accolto o a conservare gelosamente il prezzo del biglietto, passaporto per quel paradiso percepito in un'ora e mezza di felicità. Accade incredibilmente nell'era del 3D, nel periodo di sperpero di fantasie a buon mercato legate alla spiacevole massificazione degli inutili occhialini inforcati che non mantengono i sogni ad occhi aperti promessi da locandine ammiccanti. Constatazione legittima, non snobistica, maturata dal fatto che ancor'oggi "Fantasia" di Walt Disney resta fortemente legato alla magia bidimensionale. "L'illusionista" presuppone la conoscenza del mondo del grande Jacques Tati (1907-1982), straordinario regista e mimo, ma è uno sforzo necessario al quale si può rimediare con una successiva documentazione. Erede europeo del grande Chaplin, Tati riuscì ad innovare il linguaggio cinematografico mettendo al bando i dialoghi, salvando invece in piena epoca del cinema sonoro rumori di fondo e il recupero dellla gag visiva. Personaggio straordinario e maschera geniale, regalò alla sua vecchia Europa film belli e importanti, fino ad arrivare al faticosissimo  "Playtime" (1966), summa del suo incredibile lavoro sulla mimica, e al televisivo "Il circo di Tati" (1974), ricco di intuizioni sperimentali. Il soggetto che ha ispirato questo straordinario lavoro di Sylvain Chomet (premio Oscar per "Appuntamento a Belleville") è saltato fuori qualche anno fa. Jacques Tati aveva nel cassetto una piccola sceneggiatura che non riuscì mai a realizzare: la storia di un vecchio illusionista costretto ad arrabattarsi per trovare spazio sui palcoscenici del Nord Europa. I gruppi beat alle porte, le prime scatole magiche in bianco e nero, i music hall trasformati in arene con giovanotti infiammati dalle esecuzioni rock. Eppure con passione, onestà e sacrifici il metodico illusionista continua a portare il suo spettacolo itinerante fino a far tappa in Scozia dove incontra Alice, una piccola camerierina, incantata dai trucchi che crede essere veri, che decide di seguirlo nella sua missione di girovago. Il mago si trova inevitabilmente ad accompagnare la ragazza con le sue illusioni diventando il testimone del passaggio naturale dall'adolescenza alla giovinezza. Compagno ideale d'una maturazione avvenuta fra gelide camere di alberghetti di periferia, abitate da artisti ormai impoveriti dal brusco cambiamento dei tempi. Disilluso ma non turbato ("I maghi non esistono"), il vecchio illusionista continuerà a salire sui treni vagando senza meta, una volta assicuratosi che la sua musa ha finalmente ritrovato la sospirata felicità.

Capolavoro imperdibile, film che riconcilia lo spettatore con il cinema, "L'illusionista" di Sylvain Chomet si rivolge a tutte le fasce d'età assicurando rare emozioni: percorsi visivi attraversati da immagini in movimento e musiche bellissime (colonna sonora curata dallo stesso regista). Già premiato con l'Oscar per "Appuntamento a Belleville", il regista riesce a riproporre le magiche atmosfere legate al mondo magico di Jacques Tati. Con un retrogusto chapliniano e una straodinaria vena malinconica, coperta dal manto dell'intelligenza (la citazione di "Mon Oncle" è da antologia), che rende questo appuntamento unico e, indubbiamente, uno dei più significativi della stagione in corso. Ovviamente, come accade spesso in quegli ultimi anni, è un gioiellino che va inseguito perchè penalizzato dall'imbarazzante difficoltà nel trovare sale libere. A tal proposito vanno riconosciuti gli sforzi e attribuiti i meriti alla "Sacher" di Nanni Moretti che con poche copie sta cercando di coprire (anche con ritardi sull'uscita) la programmazione nazionale del film. Un segno di rispetto nei confronti del pubblico, un atto d'amore sensibilizzato dalla difesa di un cinema di qualità che va sostenuto con passione ed entusiasmo.

Cinema "Piccolo", Santo Spirito - 5 Dicembre 2010

Voto:     5 / 5
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