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21.04.2012

13° FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LECCE - I PREMI E LE MOTIVAZIONI

Si è conclusa a Lecce la tredicesima edizione, quest'anno particolarmente ricca e significativa, del festival del cinema europeo. Fra gli ospiti internazionali: Terry Gilliam (che ha presentato il corto "Wholly family") e Emir Kusturica (testimone di un bellissimo libro fotografico sul suo cinema, celebrato con una retrospettiva) hanno registrato una calorosa accoglienza di stampa e pubblico. Quest'anno il programma del festival prevedeva anche tributi a Ken Russell e Sergio Castellitto, al quale è stato dedicato il libro curato da Enrico Magrelli "Sergio Castellitto, senza arte ne parte" (ediz.Rubettino).

31.07.2011 - 18.08.2011

Sinfonie di Cinema 2011 – LA COMMEDIA NEL CINEMA ITALIANO

Anche quest’anno torna a Montefiore dell’Aso (AP) la magica atmosfera del festival “Sinfonie di cinema”.

BLING RING

Regia: Sofia Coppola

Interpreti: Katie Chang, Israel Broussard, Emma Watson, Leslie Mann, Taissa Farmiga

Durata: 90'

Nazionalità: USA 2013

Genere: commedia

Stagione: 2013-2014

Un autoscatto in discoteca da postare su facebook, per sentirsi vivi a contatto con la morte del vivere: il nulla a portata di mano nel massimo splendore dell'apparenza e nel falò delle vanità. Gioventù bruciata (e sconfitta) dalla conquista dell'effimero e del superfluo. America oggi, purtroppo, storie di normali inquietudini giovanili. Da un articolo apparso su Vanity Fair (e dove se no) una volta avvenuti i fatti e consumati i reati, Sofia Coppola ricava un istant-movie che è un avvilente termometro sul freddo disorientamento dei maggiorenni non ancora pronti alla vita. La sconfitta di questi rampolli benestanti, alla ricerca costante di un olimpo fatto di borse, gioielli, balocchi e profumi da toccare con mano, parte appunto dai fatti di cronaca avvenuti alla fine del primo decennio scorso. Nella California terra di conquista, eldorado del piacere e mecca dei divi strapagati con villoni in collina, tutti rigorosamente privi di antifurto e con un servizio di sorveglianza di routine, una banda di giovani insospettabili mise a segno una lunga serie di colpi, totalizzando quasi tre milioni di dollari di merce trafugata. L'esproprio non proprio proletario nasce sulla base di colpi pianificati su google. "Dove abita Paris Hilton?", la sfida parte per gioco. Eppure in rete è possibile navigare virtualmente sulla dimora di lusso della celebre ereditiera e ricavarci una mappa. La banda bassotti composta da un ragazzo e dalle sue compagne penetra in casa, senza eludere alcun sistema di difesa, e fa incetta di oggetti preziosi. Con tutta quella roba, come accorgersi del prelievo forzato? E invece la polizia comincia a fiutare qualcosa, le telecamere fanno il loro dovere e le indagini partono in silenzio. I ragazzi del resto esagerano e ci prendono gusto. I notiziari la ribattezzano "bling ring": hanno il fiato sul collo e sono alle corde. Manca poco, anzi niente. Processo per direttissima, pene esemplari e multe salatissime. Ma anche la possibilità, per chi vuole approfittarne, di aprire le porte della gloria globale e vivere di rendita, supportati dai fans club disposti ad idolatrare i loro miti.

Al suo sesto film, Sofia Coppola, con i geni del cinema nel Dna, non sa ancora che specializzazione prendere e come orientare l'assetto della Zoetrope, l'azienda di famiglia. "Bling ring" rimarca il suo sguardo malevolo e critico nei confronti dell'America, terra di degenerazione, magari con maggiore convinzione rispetto al film precedente, clamorosamente sopravvalutato. "Bling ring", nella sua cura maniacale per l'estetica, nella sua pregevolezza tecnica (bellissima la fredda fotografia del compianto Harris Savides morto a ridosso delle riprese, quindi completate da Christopher Blauvelt), tuttavia si avvita attorno al sottobosco superficiale e arido che vuole documentare. Piani e ruberie si alternano in un processo ciclico, con splendide location (forse anche autentiche) puntualmente depredate. Manca ovviamente una presa di posizione precisa e più volte si avverte un'insistente ripetitività che mette a nudo la tenue sostanza dell'idea di partenza. Un buon cast giovanile (su cui spicca Katie Chang, faccia d'angelo cinica e determinata, capace di vendersi l'anima) tiene il film in un limbo generazionale che non chiarisce poi alla fine quale sia la fascia d'età cui è diretto il messaggio. Messi da parte i secondi fini educativi e le dure critiche nei confronti di una società americana inaridita dai disvalori, il film mantiene comunque una discreta funzionalità e un buon intrattenimento. Ma appare limitato a carte scoperte nel suo non ben definito ruolo di reportage o di teen-movie dal retrogusto amaro. Si attendano ulteriori prove d'appello per la cineasta figlia d'arte. I mezzi non mancano, le buone idee prima o poi si riaffacceranno.

Cinema Galleria, Bari - 27 Settembre 2013

Voto:     2,5 / 5
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