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21.04.2012

13° FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LECCE - I PREMI E LE MOTIVAZIONI

Si è conclusa a Lecce la tredicesima edizione, quest'anno particolarmente ricca e significativa, del festival del cinema europeo. Fra gli ospiti internazionali: Terry Gilliam (che ha presentato il corto "Wholly family") e Emir Kusturica (testimone di un bellissimo libro fotografico sul suo cinema, celebrato con una retrospettiva) hanno registrato una calorosa accoglienza di stampa e pubblico. Quest'anno il programma del festival prevedeva anche tributi a Ken Russell e Sergio Castellitto, al quale è stato dedicato il libro curato da Enrico Magrelli "Sergio Castellitto, senza arte ne parte" (ediz.Rubettino).

31.07.2011 - 18.08.2011

Sinfonie di Cinema 2011 – LA COMMEDIA NEL CINEMA ITALIANO

Anche quest’anno torna a Montefiore dell’Aso (AP) la magica atmosfera del festival “Sinfonie di cinema”.

NEBRASKA

Regia: Alexander Payne

Interpreti: Bruce Dern, Will Forte, Bob Odenkirk

Durata: 115'

Nazionalità: USA 2013

Genere: drammatico

Stagione: 2013-2014

C'è una sequenza di profonda poesia ed entra nel cuore poco prima dell'epilogo. Rannicchiato sul sedile del furgone, per sfuggire alla vista dei passanti, David (Will Forte), regala a suo padre Woody (Bruce Dern) la rivincita morale davanti ai suoi mediocri e provincialotti compaesani che poco prima in un bar lo avevano deriso e disilluso. Lo guarda con fierezza e ammirazione, risarcendolo per una vita costellata da errori, fallimenti e da profonda solitudine. Anche stavolta Alexander Payne fa centro attraverso un film toccante e di spessore in cui si ritrovano condensati molti aspetti caratterizzanti la sua filmografia. In "Nebraska" si racconta d'un amore filiale, della ricucitura di un rapporto compromesso dalle parole non dette e dal tempo trascorso stando a distanza, si ripresenta insomma il senso di colpa per le dolorose lontananze e noncuranze imposte dalle pieghe della vita. Una volta preso atto della crisi esistenziale del suo anziano padre cocciuto, che si è messo in testa di raggiungere al più presto il Nebraska per incassare il fantomatico milione di dollari annunciato su una lettera prestampata (in realtà un banale volantino pubblicitario), il figlio David decide di prendersi una pausa lavorativa e di assecondare questo sogno, questa illusione che potrebbe rivelarsi un ultimo desiderio. Decide allora di mettersi in macchina e di intraprendere questo viaggio a tappe con suo padre. Il vecchio Woody ha un passato di alcolista, ha collezionato delusioni e fallimenti ma non ha mai voltato le spalle ai suoi figli. Questo ovviamente complica la relazione fra i due: entrambi tuttavia, per ragioni geografiche, si ritrovano in macchina a ripercorrere i luoghi del passato. Nella sua vecchia cittadina, raggiunto dalla moglie e dall'altro figlio, Woody si ritrova davanti ad una comunità ottusa che prima pensa bene di approfittare di questa sua fantasticata vincita, poi una volta fiutato il bluff, torna a deriderlo. E sarà proprio davanti a questa ennesima umiliazione che il "piccolo David" cercherà di colorire e alleggerire il peso del destino buio di suo padre, attraverso un'illusoria prospettiva di riscatto.

Girato con budget ridotto in un magico e suggestivo bianco e nero dal suo operatore di fiducia Phedon Papamichael (collaborazioni con Wenders, Stone e Mangold), "Nebraska" tesse le sue emozioni fra amarezza ed ironia, trovando momenti di altissima autenticità nella sorprendente recitazione di Bruce Dern (giustamente premiato a Cannes), un attore davanti al quale lo sbilancio fra mostruose capacità interpretative e i rinoscimenti critici si chiude in un evidente credito. Payne pigia l'accelleratore sul versante malinconico tenendo a bada il dramma, ma non per questo rinuncia ad una prospettiva prosaica, a volte disincantata nel suo sguardo impietoso e ferocemente ironico della vita che passa attraverso il conflitto generazionale vissuto da David davanti ai disinibiti genitori. Sullo sfondo un'America rurale, con i soffi al cuore provocati dalla crisi e l'imbarbarimento urbanistico imposto dalla modernità e dalla desolazione. Scenari autentici, molto vicini alla realtà di una recessione che ha scavato più del dovuto nelle esistenze più deboli. Payne insomma ritrae anche stavolta il quotidiano, con lo sguardo della macchina da presa che sa raccontare, coinvolgendo lo spettatore nella pietas del suo vecchio antieroe tragicomico, nel quale si riconosce a stento la paura di inseguire i sogni, per non ritrovarsi poi traditi dal peso del presente.

Uci Cinemas, Molfetta - 18 Gennaio 2014

 

Voto:     3,5 / 5
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