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21.04.2012

13° FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LECCE - I PREMI E LE MOTIVAZIONI

Si è conclusa a Lecce la tredicesima edizione, quest'anno particolarmente ricca e significativa, del festival del cinema europeo. Fra gli ospiti internazionali: Terry Gilliam (che ha presentato il corto "Wholly family") e Emir Kusturica (testimone di un bellissimo libro fotografico sul suo cinema, celebrato con una retrospettiva) hanno registrato una calorosa accoglienza di stampa e pubblico. Quest'anno il programma del festival prevedeva anche tributi a Ken Russell e Sergio Castellitto, al quale è stato dedicato il libro curato da Enrico Magrelli "Sergio Castellitto, senza arte ne parte" (ediz.Rubettino).

31.07.2011 - 18.08.2011

Sinfonie di Cinema 2011 – LA COMMEDIA NEL CINEMA ITALIANO

Anche quest’anno torna a Montefiore dell’Aso (AP) la magica atmosfera del festival “Sinfonie di cinema”.

FRENCH CONNECTION

Regia: Cedric Jimenez

Interpreti: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Celine Sallette, Melanie Doutey

Durata: 136'

Nazionalità: Francia/Belgio 2014

Genere: poliziesco

Stagione: 2014-2015

Sfida all'ultima mossa sullo scacchiere infuocato della Marsiglia dei traffici illeciti (soprattutto droga) che nella metà degli anni '70 vide la sorprendente ascesa di una potente banda di criminali capeggiata da Tany Zampa, criminale ambizioso e metodico. Rispetto al nemico pubblico numero uno Jacques Mesrine, operativo a Parigi nello stesso periodo ma con una specializzazione mirata in rapine e sequestri di persona, l'esistenza tribolata di Zampa si bruciò nell'arco di un decennio per mano del tenace magistrato Pierre Michel, ex giudice minorile passato all'anticrimine, che convogliò tutte le sue risorse mentali e fisiche nella più incessante caccia all'uomo nella storia della giustizia francese. Partendo da alcune crepe nella collaudata organizzazione del cartello marsigliese che riforniva di droga mezza America nordorientale, il giovane magistrato creò un pool investigativo che riuscì faticosamente, nonostante la dilagante corruzione all'interno della polizia, a tener testa alle scappatoie del pericoloso e inafferrabile bandito. La resa dei conti avvenne nel modo più classico possibile: una scheggia impazzita all'interno del clan che osò opporsi al boss ne divenne in pratica il detonatore dello scontato ed infelice epilogo. Ma con il giudice impavido la sorte non fu affatto benevola: destinato al martirio dell'ostinazione, Michel perse la vita in un agguato. La storia dice anche che Zampa finì in prigione per reati secondari, dove morì qualche anno dopo. Tutto vero, tutto riportato. Non siamo dalle parti di un serial televisivo e tutto finisce nella stagione.

Al suo secondo film il giovane Cedric Jimenez si cimenta con il polar dall'impianto classico mettendo in antitesi due stelle del cinema francese che già avevano fatto comunella qualche anno fa nel divertissment episodico "Les infideles". Il risultato è ammirevole e per gli appassionati del genere si ragiona in termini di delizia. Per tanti motivi: innanzitutto la verosimiglianza con il quale il giovane regista è riuscito a raccontare un'epoca particolare nella storia del suo paese, compresi i vertiginosi cambiamenti sociali e politici (si staglia con evidenza la strategia non sempre limpidissima di Gaston Deferre), e poi il forte impatto visivo ed emozionale di una vicenda gettata sul piatto nella forma più semplice possibile: un buono ed un cattivo che si sfidano sul campo della legalità. Dujardin nel ruolo del magistrato rampante che sogna la carriera, mette in ombra la famiglia, ma poi come il povero Elliot Ness viene triturato dagli spietati meccanismi dei nemici intoccabili. Ma quel che più sorprende è lo stile di Gilles Lellouche, criminale dalla faccia pulita, nel dar vita al ritratto a tinte forti di un criminale così viscido e determinato da uscire fuori dalle maglie del romanzo. Maniacale la ricostruzione scenica e musicale e accattivante la determinazione di un autore che rinuncia volentieri all'abuso di azione per entrare in profondità nella personalità di soggetti realmente esistiti. Jimenez insomma si limita alla fredda cronaca senza cedere agli impulsi emotivi, senza veicolare intenti morali. Come ne "I duellanti" di Scott questa sfida incessante fra due opposti si trascina come è giusto che sia verso una conclusione naturale. Nonostante sia riconoscibile una precisa cifra personale, Jimenez strizza ogni tanto l'occhio alle grandi coproduzioni americane. La sequenza in cui i due contendenti si isolano e dialogano porta alla mente, inutile negarlo, il rendez-vous imprevedibile fra De Niro e Pacino in "Heat" di Michael Mann. Un faccia a faccia da antologia, che le battute rendono memorabile. "Meglio che non ci rivediamo più noi due", "Meglio per me o per lei?"

Uci Cinemas, Molfetta - 26 Marzo 2015

Voto:     3 / 5
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